Dana Tomsa Oberhoffer

Il Sole XVIIII (Aton e Thot) (2012)

35x56,7 in ~ Scultura


tecnica mista/tavola

tema e tracce:

Padre e madre di questa rivoluzione Aton furono il faraone Amenofi IV e la sua grande sposa reale Nefertiti durante la XVIII dinastia del Nuovo Regno. Assieme diedero vita ad un nuovo modo di intendere il culto del Sole, unico dio e re, con il nome Aton, sostituendolo alla teologia solare tebana che adorava Amon. Il sole, che prima veniva rappresentato come un uomo dalla testa di falco, venne simboleggiato dal disco, dal quale partono i raggi terminanti in mani tese, che porgono Ankh, la chiave della vita, agli umani e a tutto il creato. Come a dire che non bisogna adorare l'idolo, il segno, ma ciò che sta dietro, il principio di luce che dona effetti benefici a tutti, anche al di fuori dell'Egitto.

Ureo, il simbolo divino dei Faraoni, il Terzo Occhio ed il Sesto Chakra, dalla pineale all'Ouroboros.

L'ureo è un termine che deriva dal greco (ossia coda). Vedendo l'ureo sul copricapo della regina Nefertiti, moglie del grande Faraone Amenophi IV detto Akenathon, notai che la coda del suo cobra formava il simbolo dell'infinito, il che mi da a pensare. Secondo i fratelli Sabbah la Lamed è il risultato del geroglifico che raffigura l'ureo, un cobra che si solleva. Se noi scorgiamo l'animale a fianco del cobra, sul copricapo dei faraoni, notiamo che è un avvoltoio, ovvero un grifone, che veniva utilizzato per raffigurare la lettera "A" egizia geroglifica. L'alfabeto ebraico è una costola di quello geroglifico egizio, per cui la "Alef" equivale alla "A". Essendo l'ebraico di derivazione egizia leggeremo nell’ureo la parola “A” vale a dire"Dio".
Il termine, seppure di origine semitica, veniva utilizzato anche nell'Egitto arcaico. Ciò che viene raffigurato nell'ureo è l'immagine che vuol rendere il sovrano, è al pari di un messaggio "subliminare", comprensibile a tutti, ma decifrabile soltanto dall’inconscio. Ecco spiegato del perché veniva portato sulla testa, precisamente posto sul cosiddetto “Terzo Occhio”. Tutti dovevano essere a conoscenza che il Faraone era un Dio in terra. Il “Terzo Occhio” è sito ove si riscontra l’Ajna, il sesto Chakra, che corrisponde alla Ghiandola Pituitaria o Ipofisi, e a quella Ghiandola Pineale o Epifisi. Il colore del sesto Chakra è l'indaco, come il cielo, non a caso, poiché insieme al settimo ci collega all'Universo. Da tener presente che Il termine è la radice di ouroboros, allegoria affine a quella dell’infinito, il serpente che addenta la sua stessa coda. L’ureo era un “messaggio” che connotava la derivazione di chi lo indossava, il sovrano era un Dio in terra e la sua magnificenza è infinita. Molti vedono il cobra alla pari del Disco Solare, e giustamente, dato che il Sole veniva rappresentato, più che da Ra, da Aton, di cui Amenophi IV si fece suo erede tramutando il regno del Nilo in una “teocrazia monoteista”. Per cui il Sole era il Dio sovrano, incarnato nel re terreno che aveva medesime funzioni. Quindi qualsiasi simbolo si ritrovi nell’ureo diviene un’informazione per chi lo vede, comprensibile soltanto dall’inconscio. (P.Rinaldi)

A ognuno di noi, il dio sole rivolge come un saluto il detto: "Conosci te stesso". E noi contraccambiamo il dio dicendogli "Tu sei".
Simbolicamente il sole è il vero Sé della psiche, la radice dell'esistenza, la coscienza perfetta della propria natura, il
raggiungimento di un alto livello di realizzazione.
La carica solare ha un profondo effetto benefico sulla psiche e sulle vicende umane, ma deve essere guidata e utilizzata correttamente, poiché una caratteristica del sole è la perfetta solitudine, il raggiungimento solitario di un traguardo riservato, condizione in sé perfetta, ma rischiosa: il sole è un astro che tramonta presto dalla nostra percezione e il suo calore è responsabile di felicità quanto di di siccità e inaridimento. E' naturale che il sole tramonti, che alla stagione solare si affianchi quella piovosa, così che la sua azione non sia distruttiva, ma fertile. Se la consapevolezza raggiunta è autentica, il calore percepito resterà in noi nel profondo, illuminandoci anche dopo il tramonto.

Toth - divinità egizia della luna, rappresentata sotto forma di ibis.
Libro di Toth è l'origine dei tarocchi.

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