Dana Tomsa Oberhoffer

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Aggiunto il 19 gen 2008

Vincoli d'onore


"La vellutata arte contemporanea di Dana Tomsa " di Salvatore Ferrara

(2008)



"Nella fattoria degli animali, in uno dei più interessanti dei suoi scritti,George Orwell mezzo secolo fà,ci offriva una romanzata rivolta degli animali contro il padrone oppressore; uno spaccato colorito delle lotte per il potere e l’innato egoismo indomabile dell’individuo. Nel libro, il principale protagonista è Napoleon, un verro che aveva concentrato in sè tutto il potere: disponeva di una milizia di cani che utilizzava per far assicurare,e assicurarsi,“l’ordine” e il controllo sugli altri animali. I mastini, la guardia personale di Napoleon, uccidevano tutti coloro che non erano d’accordo con lui. Il cane dunque ancora una volta come servo fedele, utile guardiano ma anche eccellente suddito. Il romanzo culmina con la nota frase, molto usata dalla satira politica “tutti siamo uguali ma alcuni sono più uguali di altri...”
La famosa fiaba Orwelliana ci riporta alla tela di un noto pittore contemporaneo che molto spesso ritrae, con l’estro e la fantasia che gli sono propri, raffigurazioni che sembrano quasi ricongiungersi alle continue e incessanti lotte per il potere della storia dell’uomo. Alcune delle sue tavole hanno come protagonista una figura umana e cane insieme,un’allegoria della mutevole ambivalenza dell’uomo, in cui a volte prevale nel natura volubile e il carattere contraddittorio e conflittuale.
L’autore, è una affascinante e giovane signora, Dana Tomsa, Daniela per i nostri concittadini. Nata sul finire degli anni sessanta, quando il nostro paese era permeato da una genesi di rivendicazioni popolari che sfociarono poi nelle radicali riforme sociali degli anni ‘70. Dana o Danae (a portare quel nome nell’antica Grecia era oltre ad una figura mitologica anche la madre di Perseo) quasi venti anni si stabilisce a Roma , dove intraprende una fruttuosa attività artistica, dedicandosi principalmente alla fotografia e alla pittura ; sarà proprio quest’ultima che su Dana avrà l’effetto di un fiume in piena, travolgendola fino a farne un’appassionata e un’artista di talento apprezzata e stimata, presenza attiva e partecipe in molte mostre ed esposizioni artistiche in Italia, Europa e USA. Quello che a prima vista colpisce nelle opere di Dana Tomsa è il suo stile personalissimo: apparentemente sembra esserci un manifesto contrasto fra la profondità espressiva e la cura dei dettagli nei soggetti e protagonisti delle sue opere con il carattere calmo, pacifico e accondiscendente dell’autore. Questo evidenzia una personalità molto sensibile, sempre attenta e pronta a cogliere i dettagli e le sottili differenze. Sia l’aspetto, sia il temperamento degli animali nelle sue tele, non infondono mai cattiveria, sono mansueti, docili, quasi addomesticati; come ad esempio il mastino di una sua tela , che al tempo stesso però fa riferimento a rappresentanti di rango dell’ estabilishement, militari, politici, manager rampanti, burocrati... Il messaggio è chiaro, l’eterno contrasto fra sentimenti contrapposti, fra interessi divergenti: amore e odio, pace e guerra, bene e male, spesso trasforma l’uomo in un altro, che non vorrebbe essere, e in un ambiente diverso probabilmente non lo sarebbe stato. Personaggi in antitesi, quando la vittoria dell’uno è al tempo stesso eclissi e sconfitta dell’altro, è lì che l’individuo arriva a perdere il controllo di se stesso agendo in modo irrazionale. Fra i soggetti più comuni della collezione ritroviamo spesso aspetti e forme della quotidianità, semplici caleidoscopi della frenetica vita moderna. Non mancano nelle ultime riproduzioni pittoriche, le figure mitologiche tanto care all’antropologia classica, sempre attuali per il loro carico simbolico, riviste in chiave moderna come metafore di una società sempre più svalorizzata e decadente. Dana Tomsa vive e lavora a Roma insieme alla figlia Iris, di 20 anni. "

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